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martedì 30 aprile 2013

SVILUPPO LOCALE COLLABORATIVO // INTRODUZIONE



Le formulazioni di sviluppo secondo gli economisti Joseph Schumpeter e Amartya Sen possono essere illuminanti nell'introdurre il tema. La prima è utile a comprenderne la meccanica e le dinamiche, la seconda ad allargare il campo visuale, umanizzandolo e riferendolo a ciò che deve essere considerato riguardo l'individuo, oltre il solo profilo economico o reddituale.

  • per Schumpeter è "uno spontaneo ed improvviso mutamento dei canali del flusso", "una perturbazione dell'equilibrio che altera e sposta lo stato di equilibrio precedentemente esistente […] mediante l'introduzione di nuove combinazioni" (1912). 

  • per Sen "l livelli di reddito della popolazione sono importanti, perché ogni livello coincide con una certa possibilità di acquistare beni e servizi e di godere del tenore di vita corrispondente. Tuttavia accade spesso che il livello di reddito non sia un indicatore adeguato di aspetti importanti come la libertà di vivere a lungo, la capacità di sottrarsi a malattie evitabili, la possibilità di trovare un impiego decente o di vivere in una comunità pacifica e libera dal crimine." (1999)

Contestualizzando questi concetti alla dimensione locale, possiamo immaginare il campo d'applicazione come non precisamente circoscritto, vista la loro universalità. Sicuramente possono essere validi ed applicabili alle diverse scale territoriali e/o globali. In questo consiste la loro bontà: nella generalità del principio che li costituisce e che li rende applicabili alle differenti dimensioni considerabili. Sono buoni principi! Potrebbero essere utilizzati nella definizione di politiche di sviluppo dal quartiere all'area vasta.

lunedì 18 aprile 2011

Innovazione : campi, tipi e scale nello sviluppo sostenibile locale. AZIONI

Attraverso il lavoro finora svolto, si può dire che l'innovazione è un processo complesso di molteplici livelli di lettura, dove la consapevolezza costantemente interagisce nella società, la capacità reattiva dell' autoriconoscimento. Questa combinazione è la chiave per formare l'identità di una società. La resilienza di una società è strettamente legato ai livelli ed alla capacità di integrarli.


Partendo dai tre elementi chiave, consapovolenzza dei cittadini, identificazione della scala dello sviluppo/innovazione, conoscenza degli instrumenti chiave,sono stati idividuati tre contesti o campi d'azione per fare innovazione: educazione, informazione, verifica-valutazione. Dentro di ognuno di questi contesti si possono identificare azioni particolari di ognuno.



Questi campi sono intimamente interconnessi, non hanno uno stesso livello di gerarchia se non che si sviluppano parallelamente nel processo di sviluppo dell'innovazione. Per lavorare con ognuno di questi è importante capire la scala nella quale si interverrà. Quindi la scala è uno strumento trasversale a tutti i contesti di azione.

Strumenti e strategie per uno sviluppo socio-economico locale. ELEMENTI CHIAVE

Linee guida per un'azione centrata sul territorio.
Sul concetto della centralità territoriale si assestano una serie di linee guida che dovrebbero sostenere il processo di sviluppo socio-economico locale. Un elemento a nostro avviso fondamentale nella costruzione di un piano di sviluppo locale è la cooperazione. La partecipazione è un fattore chiave per cercare di rinnovare e ricostruire i legami all' interno della comunità, favorendo pertanto la cooperazione fra attori locali.

Un processo di sviluppo non può prescindere da un'esigenza basilare di integrazione multilivello. Integrazione dei fattori che compongono il territorio (ambiente, fattori economici, capitale umano, patrimonio culturale), integrazione delle risorse e competenze umane nel rivitalizzare i meccanismi economici, integrazione dei vari settori e livelli di governo che in ultima analisi coordinano la messa in atto delle strategie di rilancio del territorio.

lunedì 11 aprile 2011

Innovazione : campi, tipi e scale nello sviluppo sostenibile locale. ELEMENTI CHIAVE

La cultura del cambiamento
Sarebbe opportuno definire una nuova cultura propria del cambiamento, ovvero promuovere nelle persone la capacità di sapere riconoscere il “buono” che c’è nel “nuovo” e anche incentivare la propensione a sperimentare soluzioni nuove per ricavarne dei benefici. Questa pratica diventa stimolo all’innovazione, sopratutto nella situazione in cui non rimanga solo patrimonio personale individuale ma diventi un’impostazione culturale condivisa e perseguita da un gruppo, da un’organizzazione, da un sistema produttivo. Di pari passo con una cultura volta al cambiamento sarebbe utile produrre una cultura della verifica.

Cultura del cambiamento e della verifica rappresentano dunque due principi, tra loro complementari, che devono presiedere a tutti i processi d’innovazione.

lunedì 21 marzo 2011

Il patrimonio culturale: ponte tra memoria e valorizzazione. INTRODUZIONE



Il termine patrimonio deriva dal latino patrimonium in riferimento all’insieme dei beni appartenenti alla famiglia ed ereditati da padre in figlio, il termine latino patrimonium però a sua volta, deriva dall’insieme delle parole pater e monus, ponendo quindi l’attenzione non tanto sull’insieme dei beni in sé, quanto piuttosto sul compito del padre, sull’azione di sensibilizzazione della nuova generazione da parte di chi la precede.


Il concetto europeo di patrimonio culturale invece, è un prodotto storico con un riferimento spazio temporale ben preciso, la Francia pre-Restaurazione, quando nel tentativo di ridare ordine alla società post-Rivoluzionaria, si elabora il concetto di Stato attribuendo per la prima volta una personalità giuridica al popolo, alla collettività dei cittadini nella veste della Nazione. Il patrimonio culturale nasce perciò dal riconoscimento di una collettività che in esso si riconosce, non si può parlare di patrimonio culturale senza parlare quindi di collettività.

lunedì 29 marzo 2010

Diritto alla salute e sostenibilità ambientale sono complementari?

Il sì definitivo alla riforma sanitaria americana offre l’occasione per riflettere su un diritto sancito da molte costituzioni sparse da oriente a occidente ma non sempre rispettato. La suddetta riforma rappresenta senza ombra di dubbio un passo in avanti verso una più diffusa tutela del diritto alla salute estendendo l’assistenza medica gratuita a 32 milioni di Americani che ne erano finora sprovvisti. Questo non è certo l’unico aspetto, è forse quello più propagandistico dal momento che il presidente Obama ha legato la sua immagine al passaggio del provvedimento. Entrando maggiormente nel merito, la legge vieta alle assicurazioni private di negare le cure a persone che si ammalano gravemente e ai bambini affetti da patologie preesistenti (che è quanto accade oggi nel paese guida del mondo libero) e permette polizze familiari che tutelano anche i figli fino ai 26 anni. Ma al tempo stesso lascia la salute completamente nelle mani delle compagnie private.



Pertanto, da una parte sono stati imposti controlli e limitazioni alle speculazioni assicurative, dall’altra il sistema rimane improntato quasi esclusivamente sull’assistenza medica privata. Il commento più puntuale è quindi quello dello stesso presidente: “Questa non è una riforma radicale ma è una grande riforma. Questo è il vero cambiamento”.



Di conseguenza siamo ancora ben lontani dai sistemi Europei totalmente nazionalizzati. Se infatti analizziamo le democrazie occidentali, risalta l’organizzazione Europea, strutturata su un accesso pubblico garantito a tutti i cittadini appartenenti ai Paesi dell’U.E.



L’Italia, pur non vantando molti centri di eccellenza, risulta possedere un livello medio di tutela della salute piuttosto elevato. Il Servizio Sanitario Nazionale in Italia[1] fornisce l’assistenza medica gratuita o a basso costo a tutti i residenti ed ai loro familiari oltre che agli studenti universitari e ai pensionati e il soccorso di emergenza ai turisti, indipendentemente dalla loro nazionalità.



La concezione stessa dello Stato è improntata a garantire pari accesso a tutti. Nel corso degli anni il suo ruolo si è trasformato da gestore dei servizi sanitari a garante dell’equità nell’accesso alle prestazioni così come sancito dall’Articolo 32 della costituzione.



L’Occidente… Ma nel globo terrestre vi è Occidente e Occidente. Basta volgere lo sguardo più a Sud e analizzare le costituzioni dei Paesi latino-americani, in cui il diritto alla vita e all’assistenza sanitaria è previsto ovunque. Entrare nello specifico di ogni singolo Paese richiederebbe un’analisi molto approfondita ma basta prendere esempio da realtà come Cile e Argentina dove una prestazione molto elevata è direttamente proporzionale alla copertura assicurativa che il singolo cittadino può permettersi. Il servizio Pubblico, al contrario, è scadente o non all’altezza del privato.



Un caso positivo è sicuramente quello del Brasile. Il sistema sanitario Brasiliano, SUS[2], ha molte analogie con l’apparato italiano: il servizio è gratuito per tutti i cittadini ma essendo lo Stato molto esteso, ha una livello di prestazione crescente se ci si sposta dal Nord al Sud del Paese. Fondamentalmente non vi è una grande divisione tra strutture pubbliche e private, anche se queste ultime sono preferite da un’alta percentuale di cittadini. Nonostante la complessità dovuta alle enormi dimensioni geografiche, la struttura pubblica è presente e soprattutto a livello comunale svolge un servizio rilevante.



La tematica della tutela ambientale deve però essere considerata da diversi punti di vista, non certo in maniera unilaterale dalla parte dei cittadini del mondo industrializzato che resisi conto dei soprusi effettuati per decenni, vogliono esportare nuovi ideali a chi per vivere ha bisogno di soddisfare prima altre esigenze.



Questo è l’obiettivo dell’OMS: il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità.



La sostenibilità ambientale non deriva esclusivamente dal rispetto della natura né dalla sostenibilità dello sviluppo ma da ben altro, ovvero dall’estensione di tutti quei diritti, tra cui quello alla salute, che possano permettere alle persone di occuparsi d’altro, liberi finalmente dalla preoccupazione della fine non solo dell’ecosistema terra ma della propria esistenza.





Lorenzo Mormiro, Mauro Cossu, Gloria De La Barra Velasquez Oliveira, Sandra Cavalcante Dias



___________________________________



[1] Il Servizio Sanitario Nazionale in Italia (SSN) è stato stabilito nel 1978 ed ha sostituito il sistema precedente di assicurazione statale fondato dopo la Seconda Guerra Mondiale.



[2] Il Sistema Único de Saúde (SUS), stabilito nel 1988 dalla Costituzione Federale Brasiliana, é uno dei maggiori sistemi sanitari pubblici del mondo. Comprende dal semplice servizio ambulatoriale al trapianto di organi, con l’obiettivo di garantire un accesso integrale, universale e gratuito a tutta la popolazione brasiliana.



mercoledì 16 settembre 2009

Eco-Polis | Workshop Norte de la Provincia de Córdoba

Eco-Polis Workshop | Book





On September 11th, 2009, the second edition of the University of Ferrara EcoPolis International Master Program presented its findings and recommendations for the cities and towns in the area north of Cordoba, Argentina (the Córdoba Norteña). The project, Pequeños pueblos construyen una gran tierra; Tejer un patrimonio común con los hilos de la tradición en el norte de Córdoba (A Great Land Made of Small Villages; Weaving a Common Heritage from the Threads of Tradition in the North of Córdoba), was part of a three week workshop completed in cooperation with the Catholic University of Cordoba Department of Architecture, as well as other researchers and professionals who are experts on the economy and culture of the study area. The project team consisted 22 graduate students and 6 tutors, including three local student participants from Cordoba Catholic University (CCU).



The analysis phase of the work examined the opportunities and constraints of the existing economic, social, environmental and governance factors. During the analysis, existing local best practices were identified and highlighted as innovation models for incorporation on a regional scale. The project team used this synthesis to develop a new vision for the territory, from which a strategic plan of objectives and then specific actions were developed. The vision statement included the regional macro-concepts of:



* Knowing yourself so as to be better known

* Capitalizing on a optimum distance (separation/distinction)

* Innovation for conservation and diffusion (communication/promotion)

* From dependency to collaboration (complementary cooperation)



The objectives developed include:



1. Establishment of mechanisms for communication and interaction between institutions, directed towards cooperation for the establishment of an intermediate level of management at the regional scale;

2. Inspiring inhabitants of the local villages with regard to their awareness and the importance of their local history (including the tangible and intangible patrimony of the region), recognizing it as a valuable community resource, and acknowledging themselves as part of a common community, gifted with shared and common traditions and cultural heritage;

3. Rediscovery, on the part or the local population, of the capacity to imagine and achieve through training and education strategies;

4. Conservation, restoration and management of the cultural and natural/landscape heritage, built on a system that incorporates the elements of equilibrium, interrelation and interaction;

5. Consolidation and improvement of infrastructure systems to overcome the isolation between the villages within the territory, and to promote a regional image outside of the territory.

6. Optimization of the local economy, improving the competitiveness of local activities in the market place.



The specific actions developed from these objectives led to the formulation of five pilot projects focused on:



* Governance - A strategy for integrated strategic local development;

* Economy - Development of a wool processing and products industry for local artisans;

* Environment - Establishment of a multi-use park/preserve area;

* Culture - Promotion of the regional image as a “Land of Painters”;

* Integration - Application of Geographic Information Systems (GIS) technology for improved regional management of educational and cultural heritage resources.



Detailed explanations and reference information related to all of the work completed has been made available as part of the 40 page document prepared as the final work product. To promote dissemination and local dialogue, a informational flyer with a project summary and contact information was prepared for mass distribution throughout the territory.

Eco-Polis | Workshop Norte de la Provincia de Córdoba

Eco-Polis Workshop | Book





On September 11th, 2009, the second edition of the University of Ferrara EcoPolis International Master Program presented its findings and recommendations for the cities and towns in the area north of Cordoba, Argentina (the Córdoba Norteña). The project, Pequeños pueblos construyen una gran tierra; Tejer un patrimonio común con los hilos de la tradición en el norte de Córdoba (A Great Land Made of Small Villages; Weaving a Common Heritage from the Threads of Tradition in the North of Córdoba), was part of a three week workshop completed in cooperation with the Catholic University of Cordoba Department of Architecture, as well as other researchers and professionals who are experts on the economy and culture of the study area. The project team consisted 22 graduate students and 6 tutors, including three local student participants from Cordoba Catholic University (CCU).



The analysis phase of the work examined the opportunities and constraints of the existing economic, social, environmental and governance factors. During the analysis, existing local best practices were identified and highlighted as innovation models for incorporation on a regional scale. The project team used this synthesis to develop a new vision for the territory, from which a strategic plan of objectives and then specific actions were developed. The vision statement included the regional macro-concepts of:



* Knowing yourself so as to be better known

* Capitalizing on a optimum distance (separation/distinction)

* Innovation for conservation and diffusion (communication/promotion)

* From dependency to collaboration (complementary cooperation)



The objectives developed include:



1. Establishment of mechanisms for communication and interaction between institutions, directed towards cooperation for the establishment of an intermediate level of management at the regional scale;

2. Inspiring inhabitants of the local villages with regard to their awareness and the importance of their local history (including the tangible and intangible patrimony of the region), recognizing it as a valuable community resource, and acknowledging themselves as part of a common community, gifted with shared and common traditions and cultural heritage;

3. Rediscovery, on the part or the local population, of the capacity to imagine and achieve through training and education strategies;

4. Conservation, restoration and management of the cultural and natural/landscape heritage, built on a system that incorporates the elements of equilibrium, interrelation and interaction;

5. Consolidation and improvement of infrastructure systems to overcome the isolation between the villages within the territory, and to promote a regional image outside of the territory.

6. Optimization of the local economy, improving the competitiveness of local activities in the market place.



The specific actions developed from these objectives led to the formulation of five pilot projects focused on:



* Governance - A strategy for integrated strategic local development;

* Economy - Development of a wool processing and products industry for local artisans;

* Environment - Establishment of a multi-use park/preserve area;

* Culture - Promotion of the regional image as a “Land of Painters”;

* Integration - Application of Geographic Information Systems (GIS) technology for improved regional management of educational and cultural heritage resources.



Detailed explanations and reference information related to all of the work completed has been made available as part of the 40 page document prepared as the final work product. To promote dissemination and local dialogue, a informational flyer with a project summary and contact information was prepared for mass distribution throughout the territory.

sabato 27 giugno 2009

Reinventing Development Paradigms in the Sibari Region





Workshop Eco-Polis | Book finale





On June 19th, 2009, the second edition of the University of Ferrara EcoPolis International Master Program completed its first planning/policy project, working on-site in Calabria, in southern Italy. The research group of 25 students and six instructors spent the first part of the three week workshop visiting the hilltop historical centers, lowland modern districts (scali) and beachfront seasonal vacation communities of the Sibari coastal region. Based out of the picturesque Byzantine city of Rossano, the group participated in seminars and stakeholder meetings with local politicians, business owners, citizens and activists. After the initial week of fieldwork, the team relocated to the regional capital of Cosenza for two weeks of intense analysis, synthesis and policy formulation, preparing the final project report and presentation. In Cosenza, the team worked closely with the University of Calabria in the Department of Regional Planning (DiPiTer), a key EcoPolis institutional partner. Benefitting from the facilities and expertise of DiPiTer, the group formulated a analysis and synthesis of the regional planning issues based on the identification of five critical concepts (or key words):

  • Multi-form
  • Fragmentation
  • Marginality
  • Suspension/Anticipation
  • Identity

While the region has already been the subject of numerous policy studies and strategic plans, in practice it has been plagued by decades of economic stagnation as well as a sense of political and social isolation. Without rewriting or refuting the existing planning strategies, the EcoPolis team proposed a series of strategic pilot projects to support innovative policies for revitalizing the regional economy, restoring local pride, and realizing the potential of a region that abounds with a wealth of historical, architectural, landscape and cultural resources. The final report was presented on June 19th as part of a regional planning seminar in Rossano, attended by a mix of international consultants and researchers, as well as local politicians, key project participants and stakeholders.



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Gregory Delaune