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giovedì 17 novembre 2011

UC Berkeley's Beahrs ELP Prepares Tomorrows World Leaders in Sustainable Envrionmental Planning


For graduates of the Eco-Polis Master, as well as our institutional partners around the world, there is a great opportunity for further education and networking in the global environmental planning community. The application period is now open for the 2012 Beahrs Environmental Leadership Program (ELP) at the University of California, Berkeley. The program offers a unique learning opportunity for mid-career practitioners and decision-makers to broaden their knowledge and perspectives on environmental and natural resource science, policy, management, and leadership. Through exposure to innovative sustainability approaches and dialogue, ELP participants develop the tools and skills necessary to meet environmental goals that also reduce poverty and social conflict.

Established in August 2000 with seed funding from UC Berkeley alumni Carolyn and Richard Beahrs,  the ELP offers an annual three week summer certificate course at UC Berkeley, and coordinates the Berkeley ELP Alumni Network with nearly 400 members from over 90 countries.  The ELP also supports post-training  conservation and sustainable development collaborative projects with alumni, their organizations and the UC Berkeley community of faculty, staff, and students.

ELP alumni have gone on to win awards, like the prestigious The Goldman Environmental Prize, and become key international players in projects and policies that are impacting environmental restoration and preservation efforts throughout the world. To find out more, visit the website for the program and download the application for the 2012 edition.

Feel free to contact me directly if you are having trouble understanding the program materials or would like me to follow up on some more specific questions about the program.

Gregory Delaune, AICP
Eco-Polis Steering Committee
grgdln@unife.it
(+01) 510.229.2970

giovedì 28 aprile 2011

Il Patrimonio Culturale: ponte tra memoria e valorizzazione. AZIONI



Una volta individuati gli obiettivi principali si inizia a considerare come sia possibile agire in modo da raggiungere un risultato soddisfacente per la valorizzazione del patrimonio culturale. Si descrivono quindi le azioni generali, individuando negli enunciati quelle che possono essere maggiormente rilevanti per la gran parte dei casi specifici. Si tenterà successivamente di spiegare il contesto delle azioni specifiche.
L'autoconoscenza e il riconoscimento sono visti come concetti essenziali per dare l'avvio alla consapevolezza della valorizzazione del patrimonio culturale, sia da parte degli attori interni che degli attori esterni alla comunità. Come già detto, è necessario raggiungere un livello culturale che permetta di comprendere, tradurre e trasmettere conoscenza e valore. Quindi la prima azione fonda le sue radici nel campo dell'educazione, comprendere il contesto è essenziale per sapere quali saranno gli strumenti più appropriati per sensibilizzare legittimamente una società.

lunedì 18 aprile 2011

Il patrimonio culturale: ponte tra memoria e valorizzazione. ELEMENTI CHIAVE

IL COMPITO DEL PADRE.

Sensibilizzazione, adattamento ed integrazione alla base del processo di traduzione generazionale.

Le  parole latine pater e monus a definizione del termine patrimonium. Il patrimonio quindi inteso non tanto in riferimento agli oggetti più o meno fisici che lo compongono, ma connesso ad un compito originario del padre, responsabile davanti ai propri figli di quel processo di traduzione generazionale che ci accomuna e ci accompagna da milioni di anni attraversando milioni di storie e di uomini diversi.
Si vuole ammettere come di prima e generale rilevanza, il ruolo della sensibilizzazione sia del padre quanto del figlio, per il raggiungimento di un livello culturale della società tale da permettere la traduzione del valore patrimoniale nella maniera più onesta possibile, e si è tentato di esplicitare nel concreto tale riflessione attraverso il caso della città di Hue in Vietnam, dimostrando come davvero la sensibilizzazione della collettività (comprendendo con questo termine non soltanto gli abitanti, ma anche il governo, i turisti …) sia davvero forse la prima attività da considerare quando si parla di patrimonio. 

 
Pensando poi a come la conservazione e l'innovazione possano camminare unite quando si parla di un bene patrimoniale potremmo considerare il concetto di "adapting reuse", intendendo con questo termine di poter mettere in discussione il soggetto ancor prima di pensare unicamente e direttamente alla modifica dell'oggetto, o meglio: