Gruppi esclusi, espulsi, marginalizzati, spesso se ne parla. Quanto poco spesso si rivolge, invece, l'attenzione alla bellezza della diversità?
Fare riferimento all'esclusione sociale consente di mettere in luce le diseguaglianze della città e del territorio, generate da variabili di classe, genere, età, appartenenza etnica e religiosa.
Il rafforzamento dell'inclusione richiede politiche urbane, economiche e sociali all'interno delle quali sia chiaramente posta la questione del diritto alla città-territorio, inteso come momento essenziale dell'identità:
politiche in cui i temi della povertà, delle condizioni insediative, delle opportunità siano affrontati congiuntamente, in maniera integrata.
Governance e pianificazione sono strumenti indispensabili per una strategia che permetta di realizzare luoghi dell'incontro, della multiculturalità e dell'integrazione.
Sensibilizzazione e formazione. Qualsiasi politica d'inclusione non può prescindere da un'esigenza fondamentale di sostenibilità nel tempo dei programmi messi in atto; dovrebbe, inoltre, estendere l'azione alla sfera pubblica, aprendosi ai patrimoni culturali e umani delle minoranze; ispirarsi alla necessità di creare luoghi e strumenti d'incontro fra i gruppi che condividono un territorio, garantendo la possibilità di reciproci contatti.
