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giovedì 26 maggio 2011

Strategie e strumenti per lo sviluppo locale sostenibile. BUONE PRATICHE

Buone pratiche generate da strategie e strumenti per lo sviluppo locale sostenibile capaci, attraverso una conoscenza autentica e profonda dell’unicità del territorio e degli attori che lo abitano, di aumentare l’autonomia e la responsabilità del territorio stesso.   A seguire tre interventi di sviluppo da non intendersi come pratiche trasferibili “meccanicamente” da un contesto all’altro, poiché dipendenti da molteplici fattori, ma come apporto “metodologico” nell’ambito delle azioni, mirato a massimizzare i successi e minimizzare gli errori, affinché gli attori coinvolti possano ottenere i migliori risultati in base alle risorse disponibili.  




01.“Egao-tsunagete” – Giappone


“Egao-tsunagete” – Unire visi sorridenti – è un’organizzazione no profit in un villaggio chiamato Hokuto-shi, nella Prefettura di Yamanashi vicino a Tokyo. Qui il numero dei terreni agricoli abbandonati è aumentato negli anni per il progressivo invecchiamento della popolazione. L’obiettivo dell’organizzazione, che funge da intermediaria, è quello di rigenerare i campi attraverso un processo d’interscambio tra l’area urbana e quella rurale, creando una rete di relazioni tra i diversi attori (il governo, le università, le imprese, le organizzazioni no profit, ecc...) e realizzando, così, una nuova struttura della società basata sull’agricoltura.   I campi vengono rigenerati e le compagnie possono formare concretamente i propri impiegati migliorando nel contempo la propria immagine. In particolare, le compagnie immobiliari, con cui collabora, offrono come valore aggiunto ai loro appartamenti, l’opportunità per chi vive a Tokyo, di fare esperienze nel campo. Diversi i progetti sviluppati anche